Enaiatollah Akbari, Storia di un ragazzo afgano

                       Data  12/05/2012   Nome Luana Rif. 8
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A proposito di trasmettere iniziative importanti…………………..
Non so voi, ma quando nelle conferenze ad un certo punto chiedono chi ha delle domande da fare, silenzio, nessuno ossa parlare per primo, per fortuna c’è sempre una persona preposta per iniziare a smuovere le coscienze, allora ho pensato, questo compito iniziale tocca a me e cosi vorrei coinvolgervi, condividendo e offrendovi questa emozione che ho risentito mercoledi sera nella conferenza svolta in teatro ad Artegna, dove mi sono commossa tantissimo ascoltando un’ intervento davvero speciale fatto da un giovane ragazzo. Speciale perché quando una persona parla con il cuore, il messaggio entra dentro dritto, nessun ostacolo, sbatte contro il cuore dell’ascoltatore e avviene la fusione, la commozione, il collegamento tra individui e individui, si crea un filo sottile invisibile in cui si percepisce che l’uno e l’altro sono compagni di un stesso viaggio.


Qui vi scrivo ciò che ha smosso in me, l’accogliere pensieri cosi semplici e profondi, ho messo nero su bianco il sentire derivato dall’accorgermi della mia responsabilità se pure in una minima parte, ho espresso le mie deduzioni cosi come mi sono apparse nella mente.

Mercoledi sera ero ad una conferenza, per ascoltare devo dire con curiosità e molto interesse
Enaiatollah Akbari, ragazzo afgano, rifugiato politico di 23 anni protagonista del libro “ Nel mare ci sono i coccodrilli”.
Un ragazzo sensibile, intelligente e per il suo vissuto, di una saggezza incredibile che cerca di trasmettere ai ragazzi che incontra nelle scuole, messaggi potenti: leggete, studiate, siate felici di ciò che avete. E tutti ad ascoltarlo a bocca aperta. Ecco cosa serve ai ragazzi, storie vere raccontate con il cuore e tanta umiltà.
Giovedì mattina prendendo spunto da una sua risposta, mi è venuto un desiderio e da un desiderio…… ascolto………………nasce una cosa ……………….cosi chiedo il permesso, dico, vorrei fare una cosa…........scrivere quello che ho sentito e accolto ieri sera mentre raccontava il suo viaggio per uscire dall’Afghanistan.
Il conduttore della serata chiede a Enaiatollah persona davvero lucida e penetrante, come vedeva, cosa pensava degli italiani ?
Con molta onestà, risponde in modo forte, deciso, schietto e gli sono grata per questo, per la forza delle sue parole che non ti danno via di scampo………..pensavi di non essere coinvolto e invece quelle parole vere escono con dolcezza dalle sue labbra per raccontare sofferenze vissute su la propria pelle e sentite ancora oggi per l’impossibilità che traspare nel suo raccontare di fare di più per il suo popolo.
la risposta:
“ gli italiani sono molto aperti, disponibili, e allegri, la classe politica non rispecchia il popolo italiano
fuiiiiiiiiiiiiii dentro di me ho pensato per fortuna!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ha detto che l’Italia ha sovvenzionato la guerra in Afghanistan, non ricordo i milioni ma quelli sono irrilevanti, ciò che a me è entrato come messaggio ( non che non lo sapessi , ma ieri mi ha mosso qualcosa dentro) Enaiatollah ha detto i soldi per la guerra sono i soldi di ogni cittadino italiano, detto guardandoti negli occhi ti squarcia dentro, perché è arrivato nel punto giusto il messaggio, li nella coscienza e non l’ha più lasciato uscire. Ha ribadito “ se fossi un italiano rifletterei su questo fatto e mi porrei delle domande. “
Al che, io mi sono detta, io cosa posso fare? Come fare? Cosa voglio io? Voglio essere per la Pace e contro la guerra!
Ma cosa posso fare io?
Non lo so, so che posso mettere in circolo questa idea, e magari, ognuno esprime il suo parere e, magari, noi italiani ci accorgeremmo che siamo più numerosi quelli che sono per la Pace e contro la guerra.

Visto che i soldi sono di ogni cittadino, credo che se siamo a favore della Pace questi soldi dovrebbero essere usati per migliorare un paese anziché fare la guerra.
Quanto costa la Pace, quanto costa la guerra?
In Vite umane, in soldi, in rifiuti.
Forse il nostro pensiero deve trasformarsi non più, sono contro la guerra, semplicemente sono per la Pace e contro la guerra, c’ è una differenza enorme .

Forse quei milioni potevano e potrebbero essere usati una parte per sostenere progetti culturali in Italia nelle scuole, e una parte potevano o potrebbero essere usati per costruire una scuola nel paese di Enaiatolla.

Il Mondo che Verrà lo dobbiamo instaurare noi, ora, con dei cambiamenti di pensieri e di fatti, un fatto
anche piccolo e impercettibile provoca un lieve movimento, che può trasformarsi in un movimento che stravolge. La responsabilità, (perché di questa, mi sono sentita investita), la responsabilità che spetta a ognuno di noi, la responsabilità di ciò che si investe oggi per un domani migliore.

Luana
  
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